mercoledì 13 gennaio 2010

DAVID MAZZUCCHELLI - ASTERIOS POLYP


Leggere l'opera di Mazzucchelli in inglese non l'ho trovato affatto facile, anche perché il mio inglese non sta ai piani alti, però l'ho fatto, comprendendo ma forse raggirando tutto quello strato di nozioni religiose, sociologiche, morali e filosofiche di cui il libro è intriso.
Fondamentalmente mi interessava l'aspetto del linguaggio figurativo con cui Mazzucchelli compone l'opera.
Poco prima di leggere questo volume, ho avuto la fortuna di acquistare An Anthology of Graphic Fiction Vol.1 , edita da Brunetti. Nell'introduzione del libro viene riporta una definizione di Spiegelman, "il fumetto è scrivere con le figure" e lo stesso Brunetti aggiusta il tiro dicendo che il fumetto "non è un mix di parole e figure, ma bensì un'emulsione [...] il fumettista usa il proprio metodo di visualizzazione per stabilire un vocabolario visuale col quale comunicare..." poi mi cade l'occhio sull'immagine sopra il testo:
E' un'illustrazione di Saul Steinberg e mi rimane impressa cosi tanto che quando finisco di leggere il libro di Mazzucchelli mi ritorna in mente. In Asterios Polyp c'è la necessità di rispolverare e rinnovare quel linguaggio fumettistico delle origini. Mazzucchelli, sin dall'inizio dei suoi lavori indipendenti, è sempre stato alla ricerca di nuove forme espressive, interessandosi all'approccio giapponese, omaggiando la scuola della Harvey Comics e strizzando l'occhio ai francesi. Con il suo ultimo lavoro parte direttamente dalla base del cosiddetto cartoon americano, impostando il discorso sull'espressione e la comunicabilità.

Come si evince dagli schizzi di prova qua sopra, la stilizzazione unita ai simboli ci permette di identificare gli stati d'animo e le situazioni dei personaggi, nonché ci aiuta a capire le differenze sia emotive che fisiche o ancora le compatibilità fra uno o più attori. inoltre fa scattare la ricettività della mente del lettore mettendo in moto tutti quei meccanismi che fanno del fumetto un medium unico.


Come notate da questa immagine sopra, già 60 anni fa Saul Steinberg usava questo approccio. La grandezza di Mazzuccheli è quella di saper valorizzare e rielaborare questo genere di espressioni, incanalandole in uno storytelling e andando a formare un libro.
Mazzucchelli scompone, taglia, spella e squadra il disegno, (ri)portando all'essenziale il fumetto. Cosi facendo, mostrando solo l'ossatura, in un certo qual senso ci illude nella proposta di un fumetto difficile da decifrare. Tutto ciò è solo apparenza infatti tutti questi simboli e codici geometrici che vengono usati li abbiamo bene impressi nella nostra mente fin dall'alba dei tempi e forse sono stati anni di letture super-eroistiche a farli rimanere sepolti nel nostro cervello.


Cose semplici in fin dei conti, immediate, come i colori. Qua sopra potete notare come Mazzucchelli usi il colore e la geometria per evidenziare una situazione di conflitto, di distacco e di indifferenza. Una sostanziale incompatibilità o forse solo un momento no.
E ancora qua sopra Saul Steinberg, diversa situazione ma con esito apparentemente simile.
In tempi più recenti un altro fumettesta che segue questa strada è Mark Newgarden, anche se lo fa in maniera molto più radicale come potete vedere qua sotto.
Mazzuchelli dispone le sue vignette in modo pacato, raramente le sue tavole sono confuse (e se lo sono è volontariamente), ma anzi, hanno un moto circolare che ammorbidisce la lettura come potete vedere qua sotto.
Altro particolare è quello della specularità dell'immagine e dell'equilibrio, qua si possono notare due diversi esempi.

Sono due situazioni diverse, sia per composizione che per situazione (una shoccante, l'altra intimista), eppure sia nella prima che nella seconda vignetta tutto è perfettamente bilanciato.
Un esempio più radicale è ancora di Mark Newgarden, come potete vedere qua sotto.
La bravura di Mazzucchelli sta nel saper rielaborare le basi del fumetto senza avere come fine la pura sperimentazione, ma costruendo un prodotto capace di raccontare una storia in maniera per lo più geniale.
Per finire vi mostro un recente disegno di batman che semplifica quanto detto fin'ora approcciandosi ad una visione super-eroistica.

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