mercoledì 16 dicembre 2009

A DRIFTING LIFE




non sto più aggiornando, e non so quando lo rifarò.
c'è un motivo: ho incominciato a collaborare con lo spazio bianco.
i pochi che mi leggono posso continuare a farlo li.

intanto per natale vi consiglio il libro nella foto.

peace.

giovedì 17 settembre 2009

COSEY - VIAGGIO IN ITALIA

Viaggio in Italia è un opera eccezionale, è un racconto ambientato dopo la guerra del vietnam, che ripercorre le vicende di due amici e di chi gli gravita attorno.
Essenzialmente è una storia che grazie all'ausilio di flashback ci propone la formazione di questi personaggi e ci spiega la prospettiva delle loro vite.
La storia si divide fra l'America del Colorado e l'Italia pugliese, più specificatamente quella di Alberobello e dintorni. La riproduzione ambientale data da Cosey è assolutamente fedele e ciò ha sicuramente implicato un valido lavoro di documentazione seguito da una grandissima abilità nel rielaborare i paesaggi. Gli sfondi e le atmosfere infatti si fondo con le vignette creando alcune delle più belle sequenze narrative di sempre.
Il viaggio affrontato in Italia può essere visto come un percorso di purificazione da parte dei due protagonisti che, affrontando il loro passato nel presente, aprono delle porte sul proprio futuro.
L'opera poggia solidamente il proprio svolgimento sull'idea delle mancate opportunità, sulla paura delle scelte e sull'insicurezza del futuro.
E' sorprendente infine come Cosey riesca a far decollare la storia creando situazioni sempre spiazzanti, intervallate da momenti di tranquillità, dando cosi un ritmo regolare di lettura.
Libro fondamentale, un classico praticamente. Un albo dell'ottantotto mai pubblicato in Italia e ora finalmente edito dalla Planeta in un grande formato che lo valorizza. Una storia da scoprire e riscoprire in attesa di (speriamo) altre pubblicazioni italiane di questo autore.

Cosey
Viaggio in Italia
Cartonato, 106 pag. a colori
13,95 euro
Planeta deAgostini
2008

mercoledì 16 settembre 2009

PAUL POPE - LIQUIDO PESANTE

Liquido pesante è un lavoro edito dalla Vertigo nel 2001 ad opera di Paul Pope.
Autore eclettico e legato al panorama fumettistico alternativo americano, Pope, si impone per il suo stile di disegno dinamico ed eccentrico che, pur rispettando i classici canoni narrativi di composizione della tavola, si innalza per originalità.
La storia è ambientata fra New York e Parigi intorno all'anno 2075. S., il protagonista, è in fuga dalla banda dei Pagliacci che lo cercano per recuperare la partita di Liquido Pesante che lui gli ha sottratto.
Questo Liquido Pesante è una sorta di metallo rarissimo che una volta scaldato e sciolto si puo assumere per via auricolare ampliando cosi le proprie percezioni e la propria capacità mentale.
La narrazione ha un ritmo serrato con situazioni incalzanti che vanno ad intrecciarsi con una storia d'amore che sembra più un amarcord, un qualcosa che il protagonista cerca di raggiungere ma senza riuscirci.
Il segno di Pope, frenetico e a tratti fluido, striscia via che sembra quasi accennato, eppure niente è messo li per caso e i suoi personaggi sembrano davvero in movimento, pronti a scattare e ad agire. Anche il testo scorre piacevole lungo i dialoghi e in alcune didascalie si possono cogliere momenti davvero poetici.
In più la scelta della colorazione, una sorta di tricromia, rende molto bene l'ambientazione di questo futuro non troppo remoto e si sposa ottimamente coi toni noir della storia.
Un'opera uscita nell'indifferenza generale in Italia, dato che qua su internet non ho trovato niente di interessante al riguardo. Forse il prezzo e/o la bassa tiratura insieme alla poca conoscenza di questo autore hanno fuorviato gli acquirenti. Un vero peccato perché Pope è da considerarsi un maestro del fumetto moderno e come tale merita di essere letto.

Paul Pope
Liquido Pesante
Brossura, 240 pag. a colori
18 euro
Magic Press
2003

venerdì 17 luglio 2009

JOANN SFAR - PASCIN

Sfar è un famoso scrittore e disegnatore francese, conosciuto in Italia per l'eccelsa saga del Gatto del Rabbino.
Diciamo che è un autore intelligente e impegnato e che la sua produzione è molto vasta e indirizzata a tutte le età. Di solito è un preciso che costruisce una storia meticolosamente sia dal punto di vista della narrazione che del disegno. Pascin invece di meticoloso non ha nulla, solo la trama e l'idea di base sono chiare.
Sfar ci racconta una falsa biografia di Julius Mordekai Pinkas (alias Pascin), pittore bulgaro vissuto in Francia nei primi anni del novecento. La storia di questo artista è un vortice di atti privi di morale dettati dall'istinto sessuale e dai fumi dell'alcool. Un vortice è anche il modo in cui l'autore propone la storia: lo svolgimento non ha un filo conduttore definito e la narrazione si compone di racconti brevi spesso slegati l'uno dall'altro se non per i personaggi secondari che sono ricorrenti. I disegni non sono quelli a cui Sfar ci ha abituato: scordatevi i colori e le raffinatezze del Gatto del Rabbino, qua si improvvisa in bianco e nero e il pennello è libero più che mai di trascinarsi sulla pagina a volte in maniera lieve e altre in modo pesante, delineando figure sporche e mai definitive, volutamente imprecise.
Sicuramente Sfar vuole cogliere l'attimo dell'improvvisazione e a volte ci riesce soprattuto conciliando il disegno col ritmo dei dialoghi spesso sopra le righe ed eccessivi. Ci sono anche passi ove si crea una certa pesantezza nell'atmosfera della lettura, ma ciò accade solamente nella parte iniziale dell'opera e forse è causato dal fatto che l'autore stesso doveva prendere domestichezza con questo tipo di raccontare. Da tenere in considerazione è anche il fatto che il volume è composto da racconti fatti in periodi e anni diversi e ciò si può anche notare da dei leggeri cambiamenti dei segni dalla prima all'ultima pagina.
Pascin è una storia cruda fatta di feticci e rappresetazioni immorali, ma questo è fondamentalmene il risvolto meno interessante dell'approccio di uno Sfar ispirato e per certi versi originale, ma che può migliorare ancora in questo territorio oscuro che ha affrontato.

Joann Sfarr
Pascin
Brossura con alette, 192 pag. in b/n
21 euro
001 edizioni
2008

giovedì 11 giugno 2009

BLOGGANDO - LA MODAN SUL TIMES







Siccome sono in vena di Modan, ecco che ho scovato online una interessante raccolta di sue storie pubblicate su The New York Times.

RUTU MODAN - UNKNOW/SCONOSCIUTO

Unknow/Sconosciuto è un fumetto israeliano della brava Rutu Modan che parla della scomparsa di un padre durante un attentato e della sua ricerca da parte del figlio e dell'amante.
C'è chi ha definito lo stile della Modan fotografico, ma io lo definirei più che altro essenziale. D'altronde tutto l'uso che fa degli approcci narrativi è essenziale. Partendo dal disegno, una linea chiara personale e diretta, passando per gli sfondi sempre in secondo piano, per arrivare ad un colore raramente cosi funzionale.
In effetti la prima cosa che mi è saltata all'occhio è proprio l'utilizzo del colore, netto e pulito, per una volta non messo li forzatamente o per contorno, ma per creare uno stacco e per sottolineare su cosa ruotano gli eventi. Si può facilmente notare come i paesaggi che circondano i personaggi siano sempre molto più tenui dei protagonisti stessi e che gli oggetti implicati in un'azione siano sempre più evidenziati rispetto ad altri. Non so se si possa considerare una specie di innovazione, non so se qualcuno lo abbia mai fatto prima, ma per come la vedo io questo espediente aiuta sia l'interpretazione del lettore, sia lo svolgimento della narrazione.
Le tematiche affrontate dall'autrice sono molto forti: la scomparsa di un padre, il rapporto conflittuale padre figlio, gli attentati, gli amori, i rapporti conflittuali e la contrapposizione fra le classi alte e basse giocano un ruolo importante nel tenere inchiodati al libro.
Una storia che quindi vede diversi generi fondersi assieme ed incerti momenti sembra di leggere un romanzo on the road, poi uno d'amore, poi uno di guerra, e poi ancora un giallo.
Sicuramente l'opera sottolinea lo stile di vita e il momento storico di Israele, nazione molto lontana dai nostri usi e costumi. Il punto di forza è che l'autrice mantiene un distacco netto da tutte le situazioni che avvengono usandole solamente come sfondo per l'iter dei personaggi, proprio come usa il colore.
Il finale aperto, infine, potrebbe anche essere l'inizo di una nuova storia.

Rutu Modan
Unknow/Sconosciuto
Brossura, 160 pag. a colori
Coconino Press
2006

lunedì 8 giugno 2009

PAUL HORNSCHEMEIER - MAMMA, TORNA A CASA

Avevo già parlato di questo autore recensendo I tre paradossi.
Mamma, torna a casa è un'opera che precede la sopracitata ed è quella che lo ha fatto conoscere a livello mondiale facendogli vincere diversi premi.
Il libro ci racconta la storia di Thomas, un bambino di sette anni che dopo la perdita della madre si ritrova a dover tenere sotto controllo un padre che, sconvolto dall'accaduto, perde la ragione.
Il mondo onirico nel quale si rifugiano i due ( il bambino mascherandosi e il padre impazzendo) esprime il concetto di rinuncia alla vita; d'altra parte è più comodo ignorare i problemi che affrontarli.
E' comunque da qua che parte la tematica della relazione padre-figlio che rivedremo anche ne I tre paradossi, ed è sempre da qua che si delinea lo stile narrativo ad ampio raggio dell'autore.
Fumetto forte, caratterizzato dalla mancanza di humour e incentrato su un emotività cupa e introspettiva, Mamma, torna a casa è da considerasi l'inizio del pensiero "hornschemeiriano".
Pur traendo ispirazione da opere di autori come Clowes o Ware, l'autore riesce a creare momenti originali e ispiratissimi, creando sequenze e ritmi fra disegni e parole con un'abilità che nessun altro fumettista in circolazione possiede.
Bella la scelta di presentare i capitoli come introduzioni al libro, che si chiude con l'intestazione: “Capitolo uno. Ora siamo liberi”. Come a lasciare una porta aperta alla vita, ad un nuovo corso che permetterà a quel bambino di crescere per poi raccontarci i suoi ricordi.
Grazie alla Tenué per aver tradotto in italiano un fumetto cosi bello.

Paul Hornschemeier
Mamma, torna a casa
Brossura, 144 pag. a colori
16,90 eur0
Tenué

JESSICA ABEL - ARTBABE

Artbabe è una serie che viene autoprodotta nel '96 per quattro numeri per poi venire pubblicata per altri cinque dalla Fantagraphics. Il volume italiano raccoglie gli ultimi cinque numeri, quelli della piena maturità espressiva.
Le storie brevi che compongono il libro raccontano di giovani di classe media e dei loro problemi, per lo più di natura sociale e relazionale.
Sinceramente sono rimasto molto colpito dal modo disinvolto e sfaccettato con cui la Abel affronta le proprie storie. La sua capacità più grande consiste nel saper affrontare una narrazione breve esaurendola a dovere, nonostante la verbosità dei suoi testi, e ad elaborare uno schema di vignette assolutamente preciso e sempre funzionale, infondendo alla narrazione un aspetto sempre dinamico e mai statico.
Questi racconti si possono considerare delle vere e proprie lezioni sul fumetto: in ogni storia è applicato un metodo diverso e uno stile particolare. Gli elementi che invece ritornano sempre a sottolineare la bravura e la funzionalità dell'opera sono le pause silenziose, i tagli improvvisi da una scena all'altra e i finali aperti.
Artbabe è uno di quei fumetti che fanno bene al fumetto, che in qualche modo lo rinnovano e che quindi vanno letti.




Jessica Abel
Artbabe
Brossura, 128 pag. in b/n
9,30 euro
Black Velvet Editrice